Filippine – La guerra contro la droga di Duterte e le mire in politica estera

Tra i rappresentanti politici che nel 2016 hanno riprodotto una virata verso il populismo autoritario di destra nel mondo si iscrive in pieno Rodrigo Duterte, ex sindaco della città di Davao diventato presidente delle Filippine nell’anno che va per concludersi. Le sua politica di lotta alla criminalità ed all’uso della droga diffuse nel paese hanno prodotto migliaia di morti, attirando gli occhi e le preoccupazioni dell’opinione pubblica e di diverse organizzazioni umanitarie. Eppure l’impressione, anche questa volta, sia che la svolta a destra del paese non sia frutto del caso o di un evento naturale come un tifone, ma di un neoliberismo andato in tilt la cui governance, che nelle Filippine per decenni ha avuto una forma politica istituzionale liberal – democratica, sia in crisi, perché foriera di una violenza economica liberista mal sopportata dalla popolazione. Ne abbiamo parlato nell’intervista di seguito con Sonny Melencio, comunista veterano delle Filippine residente a Manila, segretario del “Partido Lakas ng Masa”, “Partito delle masse lavoratrici”, fondato nel 2009.